L'immagine AI non è di scarsa qualità: è che (per fortuna per voi) pochi la sanno usare
La generazione di immagini con AI ha trovato il suo spazio, ma la qualità vera resta roba da professionisti. Il 28 luglio, LIVE su Zoom, un Master di oltre tre ore per padroneggiare Midjourney.
Dopo l’entusiasmo, dopo la paura (ancora presente), oltre le discussioni (che però non finiranno mai), la generazione di immagini con AI ha trovato un suo spazio, sia nel mondo della produzione che in quello della creatività. Ma deve ancora guadagnare una visione culturale, che non sia fatta di tifoserie, di prese di posizione, di sguardi solo parziali.
Oggi la qualità raggiungibile è, potenzialmente, eccezionale: ma possono arrivarci solo i professionisti di alto livello, quelli che studiano, che si applicano, che ricercano, che guardano con occhi sensibili e che non si lasciano andare alla semplicistica osservazione da lontano. In molti pensano che generare immagini con AI sia semplice: il risultato è evidente in mille esempi (terribili) che si vedono in giro, anche in campagne pubblicitarie e progetti “di alto livello”. La chiamano “AI slop”, la “sbobba fatta con l’AI”: banale, goffa, volgare, senza alcuna sensibilità, e riempie quantitativamente schermi, cartelloni, brochure.
Facciamo però un passo indietro: lo “slop”… non esiste forse già da tanti anni? Immagini pasticciate con Photoshop, filtri ed effetti di pessima qualità, manichini umani invece che persone, selfie che dimostrano che “mostrarsi conta più di essere”. I bias dell’ignoranza visiva nascono con l’AI o molto prima? Voi siete tra coloro che magari lottano da anni per far comprendere ai clienti qualità, messaggio, cura dei dettagli? Siete tra coloro che magari hanno investito in attrezzature costose e obiettivi spettacolari, in tempo e soldi per visitare mostre, sfogliare libri di fotografia, seguire corsi di aggiornamento per essere professionisti migliori? Ecco, perché allora in molti si fermano davanti a un muro, giudicando l’AI “di scarsa qualità”?
Magari perché c’è qualcosa che non vi piace del processo che genera le immagini AI: qualcuno pensa che l’etica, il diritto d’autore, il rispetto delle opere degli artisti siano stati calpestati. Ma, come sempre, il problema sta in chi usa le armi, non in chi le produce (anche se, a dirla tutta, ci dovrebbe essere maggiore responsabilità per tutti, ed è a causa della lentezza legislativa o di interessi politici che ancora non sono state definite regole precise e corrette). Noi però usiamo l’AI da anni, e lo facciamo rispettando le regole e l’umanità di questo processo creativo: sappiamo che si può fare, e che si deve fare. E ancora una volta: il plagio, la copia senza rispetto, il furto della creatività sono sempre stati guai che i creativi hanno dovuto combattere e da cui hanno sempre dovuto difendersi.
La strada nell’uso dell’AI segue le rivoluzioni che abbiamo già visto (molte di queste raccontate proprio su questo SundayJumper, e prima ancora nei nostri progetti editoriali cartacei; alcune avvenute prima - molto prima - della nostra nascita): dalla pittura alla fotografia, dalla fotografia chimica a quella digitale, dalla ripresa alla post-produzione con Photoshop. Chi è sopravvissuto ha saputo interpretare, comprendere, approfondire, studiare nuovi strumenti e nuovi linguaggi, e chi lo ha fatto davvero bene ha trovato un proprio spazio. Quello su cui vogliamo puntare l’attenzione è che - ancora una volta - per essere visibili, apprezzabili, per avere prodotti da vendere e da proporre in ambito creativo, bisogna elevare l’asticella e arrivare a un risultato di eccellenza: da tempo diciamo che un buon uso dell’AI innalza tutti, ma proprio per non essere “uno/a tra tutti/e” bisogna puntare all’eccellenza.
Non avete passato tanto tempo per trovare la giusta sfocatura, scegliendo un sensore full frame o un’ottica con grande apertura di diaframma? Avete lavorato per imparare a regolare luci, contrasti, sfumature? Avete compreso come un uso raffinato delle curve, dell’esposizione, della regolazione del bianco o dei parametri in camera vi abbia permesso di ottenere qualità e differenziazione rispetto al primo che scatta un’immagine con il suo cellulare? Quanto avete faticato per restituire davvero l’oro rosa (o giallo, o bianco), il colore esatto che il vostro cliente chiede? Tutto questo è sensibilità, ma anche tecnica: spesso tecnica difficile, da imparare.
Il 28 luglio saremo LIVE su Zoom per un MASTER di oltre tre ore (dalle 15 alle 18, ma è probabile che “sforeremo”, anche per lasciare spazio a domande, richieste, dubbi) dedicato a Midjourney: il sistema più affascinante, in grado di produrre le immagini più belle e fotorealistiche, di proporre miliardi e miliardi di stili e di personalizzazioni, di creare moodboard per discutere con il cliente lo stile “perfetto”, di generare versioni infinite fino a trovare quella desiderata. E che propone un vero e proprio lessico di parametri con cui controllare ogni dettaglio della qualità, della nitidezza, del “sapore”, della precisione. Un linguaggio che pochi conoscono, ed è per questo che in molti non raggiungono l’apice della qualità.
Perché NOI?
Questo Master è unico proprio perché lo abbiamo creato noi, che dal lontano 2022 abbiamo iniziato a occuparci di questi strumenti, a usarli quotidianamente, a produrre immagini per noi, per i nostri progetti, per i nostri clienti, per mostre e fiere in Italia e nel mondo; noi che non ci fermiamo quindi al fare “demo”: con questi strumenti ci lavoriamo, e li mostriamo nella pratica del lavoro quotidiano ai professionisti che da tanti anni ci seguono. Abbiamo prodotto centinaia di migliaia di immagini (e video) con Midjourney, abbiamo un contatto diretto con i principali esperti di questo tool nel mondo, seguiamo i passi dell’azienda e la visione (affascinante) del suo fondatore, David Holz: un bagaglio di esperienza profonda che vi sarà utile, anzi fondamentale, per giocare la partita del vostro futuro nell’immagine al livello più alto.
Parleremo anche - come abbiamo detto - dell’uso lecito di questa tecnologia, della sicurezza nel creare immagini protette per l’uso commerciale, di come tutelarsi creativamente. Insomma, tratteremo tutto quello che interessa ai professionisti dell’immagine: la tecnica per ottenere il massimo, il lavoro sullo stile per creare personalizzazioni proprie e uniche, i confini della qualità di riproduzione e di stampa, le tematiche legali e commerciali.
L’immagine generativa con AI ha trovato in ambito artistico, creativo, editoriale e professionale spazi di altissimo prestigio, mentre a livello più basso e commerciale si parla di qualità scarsa. “Forse” il problema non è lo “strumento” ma come viene usato e con quale sensibilità?
Se siete abbonati ad Aiway LAB, tutto questo è gratis per tutta la durata dell’abbonamento: oltre a partecipare LIVE, avrete accesso al video, per poterlo guardare (se ve lo siete persi) o riguardare e studiare.
Successivamente, a settembre, il video del corso sarà disponibile anche per l’acquisto senza abbonamento, ma a un costo superiore. Se invece vi iscrivete ora, oltre ad avere 3 mesi di abbonamento ad Aiway LAB con tutti i suoi vantaggi, avrete accesso anche al Master su MidJourney. Bello, no?
Insomma: materiale da studiare per le vostre vacanze (il periodo migliore per dedicare un po’ di tempo alla vostra crescita e alla strategia da scegliere per il vostro futuro professionale).
Iscriviti ad Aiway Magazine LAB e partecipa GRATIS al corso/master dedicato a Midjourney.



