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Il bivio è adesso: nuovi ecosistemi ridisegnano il lavoro creativo (e voi che strada prenderete?)
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Il bivio è adesso: nuovi ecosistemi ridisegnano il lavoro creativo (e voi che strada prenderete?)

Non è più questione di software, abbonamenti o piattaforme Si stanno formando ecosistemi completi che integrano AI, flussi e costi. Chi sceglie oggi, deciderà il proprio futuro di domani.

La visione di come si lavorerà nel mondo della creatività (foto, video e produzione audio), ma anche tutto il lavoro correlato alla gestione di un progetto (testi, preventivi, analisi dei costi, presentazioni slide, eccetera) porta a un’unica certezza: sarà presto tutto diverso, rispetto alle nostre attuali abitudini. Qualche mese fa abbiamo parlato delle innovazioni di Affinity+Canva (sostanzialmente gratuito) e di Figma, meno conosciuto in ambito puramente fotografico e video, ma sempre più al centro della rivoluzione del design digitale. Qualche giorno fa, Apple ha scoperto sul tavolo le sue carte chiamata Apple Creator Studio e sono davvero una bomba che sta esplodendo sul mercato e fa riflettere su quelli che sono gli equilibri e gli sviluppi dei tool di produzione professionale creativa.

Con la premessa che questa suite sarà disponibile in Italia a partire dal prossimo 28 gennaio, quindi tra pochi giorni, vi elenchiamo cosa contiene e cosa permette di fare... ma poi, dopo questo elenco ragionato, arriviamo alle conclusioni.

La suite Apple Creator Studio si articola su quattro aree creative principali.

Per l’editing professionale di immagini, c’è Pixelmator Pro (Pixelmator è stato acquisito mesi fa proprio da Apple ed è considerato uno dei tool più potenti al mondo per l’immagine), disponibile per la prima volta anche su iPad.

Per l’editing video, comprende Final Cut Pro disponibile sia su Mac che su iPad, Motion per la grafica animata 2D e 3D e Compressor per la personalizzazione delle impostazioni di output. Logic Pro copre la produzione musicale su entrambe le piattaforme, mentre MainStage trasforma il Mac in uno strumento musicale o voice processor per esecuzioni dal vivo.

Completano l’offerta Keynote, Pages e Numbers con funzionalità intelligenti potenziate e contenuti premium, cui si aggiungerà Freeform entro fine anno. Sono tool che erano, sono e saranno sempre gratuiti, ma che in questo pacchetto saranno più potenti, di fatto andando a competere con la suite di Microsoft 365.

Pixelmator Pro: editing professionale multi-piattaforma

Ci concentriamo su Pixelmator Pro perché potrebbe essere l’ago della bilancia della vostra attenzione. Pixelmator è di fatto un Photoshop che importa file PSD con tutti i livelli, ed anche un “Illustrator” per grafica vettoriale. Come detto, questo debutta nella sua versione PRO su iPad con interfaccia ottimizzata per touch screen e Apple Pencil, mantenendo piena compatibilità con la versione Mac. La barra laterale “Layers” fornisce accesso a immagini, forme, testo e video. Gli strumenti di selezione intelligenti isolano parti specifiche delle immagini, mentre maschere bitmap e vettoriali avanzate permettono controllo granulare sulla visibilità degli elementi.

L’integrazione con i chip Apple abilita “Super Resolution” per l’upscaling intelligente, “Deband” per rimuovere artefatti da compressione e “Automatic Composition” per suggerimenti automatici di composizione. La compatibilità con Apple Pencil ovviamente apre all’uso tipico di una tavoletta grafica come Wacom, ma con lo schermo (come le Cintiq o anche i nuovi modelli di tavolette grafiche con schermo, come per esempio la Wacom One), quindi ovviamente anche questa è una valutazione da fare nel suo complesso. La versione iPad richiede chip A16, A17 Pro o M1 o successivi con iPadOS 26, mentre la versione Mac necessita macOS 26.

Un dettaglio: stranamente (ma secondo noi è questione solo di tempo), Apple non ha incluso in questo pacchetto Photomator, che di fatto è una alternativa a Lightroom e che si appoggia alla libreria di Foto di Apple. Diciamo che, nell’ecosistema Apple, è un po’ quello che in passato era rappresentato da Aperture (che ancora in molti amano). Vedremo se nel prossimo futuro ci sarà un’integrazione, oppure se sarà necessario un abbonamento aggiuntivo.

Video e audio

Gli strumenti di produzione video di Apple sono molto famosi e apprezzati, non stiamo qui a descriverli, li potete trovare qui e ovviamente si stanno aggiornando verso le implementazioni produttive che fanno uso dell’AI. Final Cut Pro ora integra l’editing video intelligente con ricerca AI e montaggio automatico, mentre Logic Pro, ideale per la produzione musicale, integra la possibilità di “lavorare” con musicisti AI virtuali e creare analisi armonica automatica. Vanno ovviamente a proporsi in alternativa ai tool di Adobe per l’editing video e audio.

Produttività visiva: Keynote, Pages e Numbers potenziati

Lo sappiamo che sono poco “importanti” a prima vista per chi è un/a fotografo/a, ma le applicazioni di produttività integrano una libreria multimediale con foto, elementi grafici e illustrazioni di alta qualità, oltre a modelli e temi esclusivi. Gli strumenti di creazione e modifica immagini utilizzano modelli generativi di OpenAI per creare immagini da testo o trasformare immagini esistenti. I modelli AI on-device abilitano “Super Resolution” per aumentare la risoluzione mantenendo nitidezza e “Auto Crop” per suggerimenti di ritaglio intelligenti.

Keynote offre funzionalità beta per generare bozze di presentazioni da schemi di testo, creare note per il presentatore da slide esistenti e rifinire automaticamente layout e posizionamento degli oggetti. Numbers introduce “Magic Fill” per generare formule e compilare tabelle basandosi sul riconoscimento di pattern. Le versioni richiedono iOS 18.0, iPadOS 18.0 o macOS Sequoia 15.6 o successivo, con funzionalità intelligenti di generazione immagini che necessitano iOS 26, iPadOS 26 o macOS Tahoe.

Modello di distribuzione e prezzi

Apple Creator Studio sarà disponibile come acquisto universale (quindi si potranno usare le app sia su Mac che su iPad, senza alcun costo aggiuntivo) sull’App Store Italia dal 28 gennaio 2026 a €12,99 mensili o €129 annuali, con un mese di prova gratuita per nuovi abbonati; l’acquisto di un Mac o di un iPad idonei include tre mesi gratuiti. Le applicazioni rimangono comunque disponibili per acquisto singolo su Mac App Store: Final Cut Pro a €349,99, Logic Pro a €229,99, Pixelmator Pro a €59,99, Motion a €59,99, Compressor a €59,99 e MainStage a €34,99. Apple garantisce aggiornamenti continuativi sia per le versioni in abbonamento sia per quelle acquistate singolarmente, ma le funzionalità intelligenti che richiedono accesso ai server AI sono esclusive dell’abbonamento, mentre le applicazioni standalone mantengono le funzionalità base.

Pensieri, conclusioni, appuntamento per approfondire

Quello che ci interessa è comprendere l’esigenza di pensare al nostro futuro della produzione ottimizzando gli elementi che devono essere considerati come primari:

  1. bisogna ottimizzare i costi degli strumenti

  2. bisogna ottimizzare il tempo di produzione perché è quello che impegna più tempo e vale sempre meno in termini di valore

  3. bisogna guadagnare in flessibilità

Non stiamo dicendo che cambiare una suite di produzione potrà cambiare il mondo, ma la vostra mente che cambia sì... quello cambia il mondo, almeno il “vostro mondo”. L’AI (che sia generativa per creare contenuti o che sia strumento di ottimizzazione della produzione) diventa fondamentale per il futuro di tutti. Capire davvero come si integra, si fonde, si appoggia alla produzione quotidiana, per consentire di investire più sforzi in quello che conta davvero (e che si fattura, creando come detto valore) diventerà la chiave di volta. Questa integrazione ha componenti creative, cambiamenti di flusso produttivo, integrazioni con l’hardware; argomento quest’ultimo di cui poco si parla. Eppure, qual è l’azienda che sta traendo più vantaggio dall’AI? Nvidia, che produce hardware, il “ferro” per l’intelligenza artificiale. E qual è l’azienda che è l’unica ad avere al centro l’hardware in un mondo di software/piattaforme? Apple.

Quello che vediamo è quasi un ritorno a quel periodo in cui, attorno alla fine degli anni ‘80 e inizio anni ‘90, la scelta per chi lavorava con la creatività era e poteva essere una sola: il Mac. Poi Adobe ha fatto delle mosse strategiche molto intelligenti di acquisizione (la principale, Aldus) e il mondo si è aperto al versante Windows, che poi ha dimostrato di essere quantomeno “analogo” nell’uso di questi strumenti, e anzi migliore in termini di prestazioni fino al 2020 circa, quando dal cappello Apple ha tirato fuori quella che è stata probabilmente la più importante mossa dalla nascita dell’iPod e dell’iPhone: i processori Apple Silicon.

Oggi questi processori, lo abbiamo detto più volte, sono quelli che hanno la più forte potenza (a parità di costo e anche nei confronti di costi molto più elevati, senza arrivare alle GPU di Nvidia che non sono accessibili come costo ai professionisti singoli e alle piccole aziende) per far “funzionare” l’AI in locale. E cosa fa Apple? Integra “on device” l’AI: con questa piattaforma, Creative Studio, molto basata sull’AI, poi con l’arrivo della nuova generazione di Siri sfrutterà la tecnologia AI di Google mantenendo privacy e controllo, e poi lancerà una gamma di nuove macchine a breve (Mac Studio e MacBook Pro con le versioni più potenti del processore M5Pro e M5Max e poi M6, i primi due entro pochi mesi, il secondo entro fine 2026/inizio 2027) che eleveranno la potenza assoluta, specialmente come detto nei confronti delle attività AI. E se davvero non abbiamo bisogno di una potenza sconvolgente, possiamo sempre optare per un Macbook Air (M4, ma sempre davvero di grandi prestazioni) oppure sul fantastico MacMini, che con il processore M4 o M4Pro e un costo tra i 600 e i 1400 euro + Iva offre una potenza già eccezionale (non stiamo facendo pubblicità a Apple… facciamo due conti economici seri e contestualizzati per far capire come si muove un mondo tecnologico che sta modificando i suoi equilibri e quelli che lo hanno governato per 20 anni a causa delle esigenze dell’evoluzione AI).

Il tutto, però, ha un’altra chiave che si chiama iPad. Il “piccolo computer” di Apple, che negli anni ha promesso di essere un degno sostituto del portatile anche in ambito professionale, è già pronto per questo cambiamento di approccio di produzione: il suo sistema operativo è abbastanza maturo (non del tutto, ma ci aspettiamo entro settembre un ulteriore e forse definitivo step di maturazione) per sostituire in molti casi il “vero computer”, magari integrandosi a mouse, monitor e HD esterni, ma con un assetto di lavoro che si basa sull’uso della penna come interfaccia sullo schermo primario, sull’uso di app, software e piattaforme con interfacce nate e già pronte per questo futuro di interazione più naturale tra umani e macchine (touch, chat, voce, gesture) che l’AI ci abituerà sempre di più, e quindi un approccio anche ergonomico, di ambiente e postazione di lavoro che renderà sempre più vecchio (e inefficiente) il processo normale del lavoro quotidiano.

Cosa ne pensate di tutto questo?

Noi abbiamo lavorato facendo un’analisi molto approfondita di costi, benefici, vantaggi, criticità, processi evolutivi della produzione foto/video/creativa e la presenteremo nella prossima Aiway LIVE del 30 gennaio 2026, con un report che consegneremo a tutti i presenti e tutti gli abbonati.

Se vi interessa studiare e analizzare questo report (che non sarà un contenuto per parlare delle novità, o per cavalcare un prodotto... non ci interessa proprio per nulla: solo fare un’analisi tecnologica, economica, strategica seria) e partecipare alla nostra live o ricevere il video, potete acquistare il PASS a questo link (durante la serata presenteremo anche altre novità importanti che stanno arrivando da altri fronti!).

Ci vediamo presto, nel frattempo apriamo tutti la mente e proiettiamola in un futuro da costruire più sano e più solido.

Buona settimana a tutti e tutte!


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Assolutamente, procediamo.