Un anno di Sunday Jumper: cosa è cambiato davvero
Durante questo intero anno, i temi che forse quando sono usciti sembravano ad alcune persone marginali, adesso si vedono benissimo nella realtà del mercato. Guardiamo avanti, insieme a voi.
Ciao a tutti e tutte,
siamo alla fine di un anno importante. Sì, lo sappiamo che siamo a fine luglio e non a Natale, ma per noi l’anno finisce adesso e riparte a settembre, con progetti, idee, percorsi e sfide nuove. A gennaio, in realtà, l’anno è già finito: bisogna prepararsi per tempo e con la testa fresca, quella che si riesce ad avere solo durante la pausa estiva. Vale per voi, vale anche per noi.
Abbiamo pensato allora di mettere insieme una rassegna delle evoluzioni più significative che abbiamo raccontato nel Sunday Jumper in quest’ultimo anno, da fine luglio 2025 a oggi. Un numero di bilancio prima dell’estate, ma anche l’occasione per tornare (o per arrivarci adesso, se non avete avuto modo di leggere tutti i SundayJumper dell’anno) su temi che allora sembravano poco importanti e che oggi, con un mercato cambiato sotto i nostri occhi, si vedono molto più nitidi.
Il filo conduttore: dall’entusiasmo alla maturità critica
Se dovessimo tracciare un’unica linea che attraversa tutto l’anno, è il passaggio da un dibattito polarizzato (”l’AI sì / l’AI no”) a una riflessione più matura su cosa significhi davvero usarla bene. Lo dimostrano sia il post di apertura di questo periodo, Non è l’AI a decidere cos’è bello, sia l’ultimo della serie, di pochi giorni fa, L’immagine AI non è di scarsa qualità, che chiude il cerchio affermando che oggi la qualità è eccezionale ma resta appannaggio di pochi professionisti che studiano davvero. In mezzo, Contro il rumore delle opinioni e L’AI si può rifiutare a parole sottolineano lo stesso punto: il problema non è più la tecnologia, ma la superficialità con cui la si giudica o la si usa.
Gli strumenti che cambiano il lavoro creativo
Qui ci sono alcune delle notizie e riflessioni più concrete dell’anno:
La chiusura dello store Affinity in vista di un “big change” con Canva (Reshooting: la fotografia come punto di partenza)
La settimana con tutti e tre i grandi del software creativo in movimento nello stesso momento (Quando il terreno cambia, camminare è già una scelta)
L’evoluzione degli ecosistemi Affinity+Canva e Figma (Il bivio è adesso)
Il salto più importante dal punto di vista tecnico, cioè Anthropic che collega Claude a Blender, Canva e Adobe Creative Cloud: il vero passo dal “fare” al “far fare” (Dal fare al far fare), e come vedete qui sotto quell’evoluzione è ormai diventata quotidianità
La riflessione sulle interfacce uomo-macchina nelle fotocamere (Le macchine fotografiche sono macchine)
L’arrivo dei flussi a nodi come nuovo modo di lavorare (Dal mouse al nodo): quello che dicevamo prima parlando di Claude, e che si lega direttamente al corso che abbiamo fatto meno di un mese fa proprio su questo
Autenticità, copyright e verifica delle immagini
Un altro grande filone, forse il più politico:
Stiamo guardando dalla parte sbagliata mette in discussione la retorica sul copyright AI
L’intervento di Adam Mosseri su Instagram, che vuole etichettare tutto il contenuto AI-generato, discusso in Quando tutto è replicabile, cosa resta da fare?
L’annuncio di Google su SynthID che entra in Search, Chrome e Circle to Search, con oltre 100 miliardi di contenuti già marcati, e l’adesione di OpenAI: Un’alleanza tecnologica sta certificando le immagini AI
Il tema della fotografia come atto di resistenza e di verità in La fotocamera in volo
Il grande evento sportivo dell’anno: Milano-Cortina 2026
Le Olimpiadi Invernali sono state un banco di prova reale per l’AI applicata alla documentazione visiva. Alibaba Cloud e OBS hanno mostrato come l’AI possa aggiungere strati di comprensione invece di creare finzione: Spacetime Slices.
Il lato business e i “grandi imperi”
Lo spin-off mensile dedicato al business, che abbiamo chiamato BUSINESS ISSUE, partito con Il girotondo dei soldi, gli imperi dell’AI
La chiusura di Wired Italia dopo diciassette anni, letta insieme ad altri segnali culturali in Wired, Hoepli, un podcast da 200 milioni
La riflessione sul mercato dei prezzi, partita da un aneddoto su una Guinness: Rachel, la Guinness e il mercato che non esiste ancora
L’aumento dei prezzi Apple per la crisi dei chip, raccontato in La risposta potremmo trovarla in un panino...
Casi studio e provocazioni culturali
Il caso Ferrari Luce come esempio di innovazione incompresa: Tutti contro la Ferrari Luce
I Rolling Stones ringiovaniti digitalmente e il tema della narrazione che serve oltre l’effetto tecnico: Ringiovanirsi non basta: serve una storia
Il ritorno nostalgico del formato quadrato: Il ritorno del quadrato
La riflessione sull’imperfezione preziosa, partendo da una fotocamera giocattolo da 1,6 megapixel: Nel tempo della perfezione, l’imperfezione è diventata preziosa
Il tributo più personale e sentito dell’anno, dopo una perdita importante nel settore: La cultura, gli strumenti, le persone
Le nostre iniziative editoriali e formative
Non va dimenticato tutto il lavoro fatto per la community: il calendario dell’avvento di Aiway con cinque tappe (dalla verità sulla fotografia fino alle storie invisibili delle Olimpiadi), l’uscita di Aiway Magazine 7, il webinar gratuito raccontato in 214 non è un numero, sono iscritti e il corso sui flussi AI annunciato in Fatevi un nodo al fazzoletto.
E ora siamo al presente
Dopodomani c’è il nostro Master dedicato a Midjourney, che mette insieme molte delle tematiche creative e di ispirazione a cui tutti i professionisti dell’immagine dovrebbero guardare. Il corso è GRATUITO per tutti gli abbonati ad AiwayMagazine LAB, quindi vi consigliamo di non perdere l’occasione: se non siete ancora abbonati o se il vostro abbonamento è scaduto, potete iscrivervi o rinnovare qui e il Master è compreso. Perché il SundayJumper è e rimarrà un appuntamento importante di informazione, mentre Aiway è rivolto a chi con l’AI e con il futuro dell’immagine ci vuole lavorare OGGI e sostenersi DOMANI.
Buone vacanze. Per chi vorrà, ci si vede martedì alle 15 LIVE su Zoom per il Master di Midjourney, adatto sia a chi non è mai entrato nel mondo della generazione creativa con l’AI, sia a chi usa Midjourney tutti i giorni e vuole una visione più approfondita, per rispondere a quei dubbi e a quelle curiosità sulla piattaforma di qualità più alta in assoluto per creare immagini fotorealistiche (non solo quelle, ma è probabilmente quello che interessa di più a voi che ci leggete).
Ci risentiamo poi qui dopo le vacanze.



